Da tempo la Chiesa di Sant’Agata ha bisogno di essere restaurata, in particolare ne hanno bisogno i dipinti e gli affreschi che custodisce, alcuni dei quali di particolare pregio.
In collaborazione con Fondazioni, Cooperative ed imprese, sto promuovendo una campagna di sponsorizzazioni, che fino ad oggi hanno permesso di avviare e terminare il restauro del primo affresco, quello in controfacciata.
Occorre fare ancora molto. Si tratta di un impegno non solo in difesa dell’arte e della cultura, ma anche di un simbolo delle radici profonde della comunità, della religiosità semplice e schietta dei trasteverini veraci, di un pezzo di Roma che si vede sempre meno e che invece rappresenta la sua anima più vera.
Se sei interessato o se ti servono ulteriori informazioni, non esitare a contattarmi: madonnadenoantri@alessandromaola.it

La Madonna de Noantri e la sua Festa a Trastevere.
Le origini della festa e della Madonna de Noantri sono avvolte dalla leggenda: si racconta, infatti, che dopo una furiosa tempesta, nei pressi della foce del Tevere, fu rinvenuta da alcuni pescatori una statua della Vergine Maria, scolpita in legno di cedro.
La “Madonna fiumarola” fu donata ai carmelitani (da qui il nome Madonna del Carmine) di Trastevere. Divenuta così la madonna protettrice dei trasteverini la statua fu sistemata in un oratorio, costruito nel ‘600 da Scipione Borghese, apposta per riceverla. Da qui, ogni anno, il primo sabato dopo il 16 luglio, la statua della Vergine, ricoperta di gioielli e abiti preziosi,veniva portata in processione per le strade del rione fino alla chiesa di San Grisogono dove rimaneva per otto giorni (l’ottavario dell’adorazione) per tornare poi nella chiesa di Sant’Agata.
Per un lungo periodo dei baldi giovanotti detti anche “cicoriari”, perché raccoglitori di cicoria a Campoli, un paese nei pressi di Frosinone, nelle due processioni portavano a spalla la pesante macchina sulla quale era sistemata la statua. In seguito fu istituita una speciale confraternita detta “dei portatori” che ogni anno si contendono il privilegio di portare la Madonna. Le centinaia di persone che seguono la processione si riversano poi nelle strade, dove sono sistemati dei tavolini, per mangiare e bere vino. Numerosi erano anche i venditori di cocomeri , grattachecche e fusaje. Nel tempo la festa si è trasformata ed accanto agli eventi religiosi si alternano oggi spettacoli, iniziative culturali e passeggiate tra banchetti di dolciumi, giocattoli, artigianato.
Ma sono rimasti anche gli odori, i sapori e le tradizioni
di un tempo, accanto alla modernità.