Fine dell’incubo per un’ex imprenditrice edile travolta dalla crisi del 2008. Applicata la procedura di Liquidazione Controllata: la donna pagherà solo ciò che è realmente sostenibile per le finanze della sua famiglia, il resto del debito sarà azzerato.
FORLÌ – A volte non è un singolo errore a cambiare il corso delle cose, ma una serie di eventi che si incastrano nel modo sbagliato, trasformando un momento difficile in uno squilibrio strutturale impossibile da arginare. È il caso di Cinzia, ex titolare di una ditta individuale nel settore edile in provincia di Forlì, che si è trovata a dover fronteggiare oltre 920.000 euro di debiti. Oggi, grazie al supporto degli esperti di Legge3.it e all’intervento del Tribunale di Forlì, ottiene la sentenza che la libera dal 97% della propria esposizione debitoria.
DALLA CRISI ALLA CHIUSURA La storia lavorativa di Cinzia inizia nel 1997, anno in cui apre la sua attività con impegno, costruita con la collaborazione della famiglia e la fiducia nel lavoro ben fatto. Le difficoltà iniziano a farsi sentire in seguito alla grave crisi economica del 2008. I pagamenti dei clienti iniziano ad arrivare in ritardo, le commesse diminuiscono drasticamente, mentre le imposte e gli oneri restano indietro. Nonostante i tentativi di rientrare, le dilazioni richieste e i sacrifici, la liquidità si esaurisce. Nel 2015 l’attività chiude, ma i debiti – lievitati a oltre novecentomila euro – rimangono. Una cifra che non lascia spazio a soluzioni spontanee.
UNA VITA IN GABBIA Negli anni successivi alla chiusura, Cinzia ricomincia da capo. Trova un impiego come lavoratrice dipendente e, insieme al marito, porta avanti la famiglia e cresce due figlie. Ma il peso del passato resta una presenza costante. Fai il possibile, ma non basta mai: quando il debito supera di gran lunga la capacità reale di rimborso, non è più un problema di volontà, ma una pressione continua su un equilibrio familiare fragile.
LA SVOLTA IN TRIBUNALE E LE PAROLE DI GIANMARIO BERTOLLO
La decisione di affrontare la situazione in modo strutturato porta Cinzia a rivolgersi a Legge3.it, realtà specializzata nella risoluzione delle crisi da sovraindebitamento. È stata presentata un’istanza di Liquidazione Controllata, procedura introdotta originariamente con la Legge 3/2012 e oggi parte integrante del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza.
Gianmario Bertollo, fondatore di Legge3.it, commenta così il risultato ottenuto dal team:
“La vicenda di Cinzia rappresenta la storia di migliaia di ex piccoli imprenditori italiani che, travolti dalla crisi, si sono portati dietro per anni una zavorra finanziaria insostenibile. Nessun essere umano, pur rimboccandosi le maniche con un lavoro dipendente, può far fronte a un debito di quasi un milione di euro. La decisione del Tribunale di Forlì applica con grande equità il Codice della Crisi: si chiede alla debitrice di pagare ciò che le è materialmente possibile, tutelando al contempo il diritto della sua famiglia a una vita dignitosa. Non è una sanatoria per chi ha fatto il furbo, ma la fine di un vero e proprio ‘ergastolo del debito’ per chi ha sempre lavorato con onestà. È una vittoria della civiltà giuridica.”
Il Giudice del Tribunale di Forlì, analizzata e accertata la documentazione, ha dichiarato aperta la procedura. Al termine del percorso, in cui la debitrice pagherà esclusivamente la quota umanamente sostenibile, la parte di debito non soddisfatta – oltre il 97% del totale – verrà definitivamente cancellata tramite l’esdebitazione.
Per chi oggi si sente intrappolato in una situazione simile, la sentenza di Forlì non è solo una storia a lieto fine, ma la dimostrazione concreta che la legge offre una via d’uscita per tornare a vivere.

