Moriremo tutti.
Lo so, lo so. Ve l’hanno già detto stamattina, e ieri, e l’altro ieri. Ve lo ripeteranno domani, cambiando solo la parola: allarme, trappola, resa dei conti. Poi, tre paragrafi più sotto, si scopre che era un documento aggiornato ogni anno per prassi burocratica. Ma al terzo paragrafo, eh, non ci arriva nessuno.
Moriremo tutti. Moriremo tutti. E intanto qualcuno incassa il clic.
Su Nazione Futura ho provato a mettere in fila i numeri di questo piccolo commercio della paura. Il 47% degli utenti condivide o commenta una notizia leggendo solo il titolo. In testa alla classifica dei titoli costruiti su omissione o allarme sproporzionato c’è il New York Times, con il 33,72%. Sì, proprio lui, il faro del giornalismo serio. E la fiducia globale nelle notizie è ferma attorno al 40%.
Si guadagna oggi sull’ansia del lettore. Domani si perde il lettore.
Vabbè. Io mi accendo un Toscano e aspetto l’apocalisse delle 20, quella che arriva subito dopo il meteo.

