Nel mio ultimo articolo per Nazione Futura analizzo la trasformazione di molti influencer da creatori di lifestyle a commentatori politici. Qui provo a leggerla da professionista della comunicazione: cosa cambia per il pubblico, per le aziende e per chi fa informazione.
Per anni il modello è stato chiaro: estetica, viaggi, tramonti. Quando quel formato ha cominciato a rendere meno, molti profili hanno cambiato posizionamento senza cambiare strumenti. Stesso pubblico, stessa grammatica visiva, ma un nuovo tema: l’impegno civile. Nell’articolo lo sintetizzo così: «Il nuovo packaging si chiama impegno.»
Perché funziona: la logica dell’engagement
La spiegazione non è morale, è tecnica. Nel 2021 uno studio dell’Università di Cambridge, pubblicato su PNAS, ha analizzato quasi tre milioni di post. Il risultato: ogni parola rivolta contro la parte avversa aumenta in media del 67% la probabilità che un contenuto venga condiviso. Gli algoritmi premiano la reazione, non l’accuratezza. Chi lavora con la visibilità lo sa, e si adegua.
Il rischio: la verifica arriva dopo
Il problema nasce quando l’indignazione precede i dati. Nell’articolo ricordo il caso dell’estate 2022, quando Chiara Ferragni lanciò l’allarme sull’aborto nelle Marche. I dati ministeriali, ricordati da Avvenire, raccontavano un quadro diverso. Una regola che ogni addetto stampa conosce: la smentita non viaggia mai alla stessa velocità della notizia.
Cosa significa per chi comunica
- Per le aziende: legare il proprio marchio a un influencer che si schiera su temi civili è una scelta di reputazione, non solo di copertura. Il suo posizionamento diventa il vostro.
- Per professionisti e istituzioni: l’autorevolezza non si misura in visualizzazioni. Nasce da fonti verificabili, dati solidi e coerenza nel tempo.
- Per chi fa informazione: competere con l’indignazione non significa imitarla. Il valore di una fonte seria sta proprio nella verifica, cioè in quello che un video da trenta secondi non può offrire.
In conclusione
Nell’articolo scrivo che «La politica, quella vera, richiede studio, tempo e una certa disponibilità a non piacere a tutti.» Lo stesso vale per la comunicazione: la visibilità si può ottenere in un pomeriggio, la reputazione si costruisce in anni.

