Insegnante di scuola primaria ed ex titolare di una piccola impresa di pulizie, si è ritrovata con costi più alti degli incassi e una famiglia da mantenere da sola. Il fisco pesa per quasi il 72% del passivo; la procedura, seguita da Legge3.it e aperta dal Tribunale di Busto Arsizio, durerà tre anni.
La storia di Flora: un’attività mai decollata, una separazione, un figlio da mantenere da sola e un’esposizione complessiva di circa 223.250 euro. Grazie a Legge3.it ha ottenuto l’apertura di una procedura che blocca le azioni esecutive e le consente di pagare soltanto ciò che può realmente sostenere.
Si chiama Flora. Vive in provincia di Milano e oggi lavora come insegnante di scuola primaria. Ma per anni si è trovata a convivere con un peso economico diventato troppo grande per essere affrontato con le sole entrate da lavoro. La sua è una delle tante storie che Legge3.it incontra ogni giorno: persone che non hanno mai smesso di voler pagare, e che la legge — quando viene applicata — rimette in piedi.
LA STORIA: UN’IMPRESA CHE NON INGRANA
La vicenda comincia con il tentativo di costruire un’attività nel settore delle pulizie. Un progetto nato per lavorare, produrre reddito, dare stabilità. L’impresa, però, si è trovata subito davanti a una difficoltà concreta: i costi iniziali erano superiori agli incassi e il lavoro non riusciva a ingranare. L’attività non aveva un solido sostegno economico alle spalle e, fin dall’apertura, ha affrontato una crisi di liquidità.
Quando un’attività non parte come dovrebbe, i debiti non aspettano. Le scadenze fiscali arrivano comunque, le spese restano, e se le entrate non bastano anche chi vuole pagare si ritrova progressivamente senza strumenti reali per farlo.
I NUMERI: IL FISCO VALE QUASI TRE QUARTI DEL DEBITO
Nel caso di Flora la voce più pesante riguarda proprio l’esposizione con il fisco: circa 160.000 euro, quasi il 72% dell’intero monte debitorio. A questi si aggiunge anche una linea di credito rimasta scoperta. Il totale complessivo è di circa 223.256,57 euro.
| DATO | VALORE |
| Debito complessivo | circa €223.256,57 |
| di cui Fisco e tributi non versati | circa €160.000 — quasi il 72% del totale |
| Altre voci del passivo | Linea di credito scoperta |
| Immobili di proprietà | Nessuno |
| Attivo messo a disposizione | Quota dello stipendio, saldi minimi sui conti, partecipazione sociale |
| Tribunale competente | Busto Arsizio |
| Procedura | Liquidazione controllata (Codice della Crisi, D.Lgs. 14/2019) |
| Durata della procedura | 3 anni |
| Percentuale di abbattimento del debito | circa 93,95% |
| Tasso di successo in giudizio Legge3.it | 100% |
NON SOLO NUMERI: UNA SEPARAZIONE E UN FIGLIO DA MANTENERE
Ma quella di Flora non è soltanto una storia di numeri. C’è anche una parte familiare molto dura. Flora vive con il figlio maggiorenne, privo di reddito e temporaneamente disoccupato. La sua vicenda è stata segnata anche da una separazione dolorosa e dall’assenza di un sostegno economico da parte dell’ex marito per le spese del figlio. Il peso della casa, delle spese quotidiane e della vita familiare è così rimasto interamente sulle sue spalle.
LA SOLUZIONE: LIQUIDAZIONE CONTROLLATA E ABBATTIMENTO DEL 93,95%
Il Giudice del Tribunale di Busto Arsizio ha riconosciuto che quella situazione non poteva essere risolta con il patrimonio disponibile né con le normali entrate della ricorrente: un’esposizione complessiva di circa 223.256 euro, non ripianabile con le risorse a disposizione.
Flora non possedeva immobili da liquidare. Aveva il proprio lavoro, qualche saldo minimo sui conti e una partecipazione sociale da mettere a disposizione della procedura. Il suo bilancio familiare era già ridotto all’essenziale: il giudice ha riconosciuto un fabbisogno mensile necessario al mantenimento suo e del nucleo familiare, destinando alla procedura soltanto ciò che supera quella soglia. Tutto ciò che eccede quel fabbisogno, comprese eventuali mensilità aggiuntive, entrerà nella procedura a beneficio dei creditori.
La decisione del giudice ha aperto la liquidazione controllata, la procedura prevista dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D.Lgs. 14/2019), erede della Legge 3/2012 contro il sovraindebitamento. La procedura resterà aperta per tre anni e porterà a una riduzione del debito di circa il 93,95%. In parole semplici: Flora non dovrà pagare ciò che è impossibile pagare, ma metterà a disposizione quello che può realmente sostenere, senza compromettere una vita dignitosa.
IL DEBITO CHE NESSUNO CONTA
C’è un dato che manca quasi sempre dal dibattito pubblico sul sovraindebitamento. Il debito medio citato dagli osservatori si riferisce esclusivamente agli strumenti finanziari — prestiti, mutui, carte di credito — e non include il debito fiscale. Eppure in Italia esistono 1.200 miliardi di euro in cartelle esattoriali, dato ufficiale certificato dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Il caso di Flora lo conferma: quasi tre quarti del suo debito è verso il fisco. Non è un’eccezione, ma la fotografia di migliaia di piccoli imprenditori e lavoratori autonomi che le statistiche bancarie non riescono a vedere.
| COMPONENTE DEL DEBITO | PESO SUL CASO |
| Fisco e tributi non versati | circa 72% — voce dominante |
| Linea di credito | quota restante |
LA DICHIARAZIONE DI GIANMARIO BERTOLLO, FONDATORE DI LEGGE3.IT
«La storia di Flora è quella di tante persone che incontriamo ogni giorno: una donna che ha provato a costruirsi un lavoro, che si è ritrovata sola a reggere una famiglia e che, quando l’attività non è decollata, ha visto crescere soprattutto un debito — quello con il fisco — più grande di qualsiasi bene abbia mai posseduto. Flora non è una persona imprudente: è una contribuente che non ce l’ha fatta. La legge esiste proprio per lei, e le dice una cosa semplice: paga quello che puoi sostenere, tutto il resto viene cancellato.»
IL CONTESTO NAZIONALE
In Italia si stima che oltre 7 milioni di persone si trovino in condizione di sovraindebitamento, ma meno dello 0,2% ha avviato procedure formali presso i tribunali. Nel 2023 le istanze in tutta Italia sono state appena 7.748 — un decimo di quelle presentate in Germania e Francia. Il 23,1% della popolazione italiana è a rischio di povertà o esclusione sociale nel 2024 (ISTAT). Lo strumento esiste e funziona: il caso di Flora lo dimostra con numeri precisi.
Il sovraindebitamento, in fondo, è proprio questo: non una colpa da giudicare, ma una condizione in cui una persona può scivolare quando lavoro, impresa, famiglia e debiti finiscono per schiacciarsi tutti nello stesso punto. Grazie a Legge3.it, Flora pagherà solo quello che può sostenere umanamente. Proprio come dice la legge: paga quello che puoi, e tutto il resto verrà cancellato.

