PESCARA, SEPARAZIONE E SUPERBONUS: IL TRIBUNALE FERMA LA SPIRALE DEI DEBITI DI MARIO

gianmario bertollo - legge3.it

OLTRE 250MILA EURO DI DEBITI. STOP A PIGNORAMENTO E CESSIONE DEL QUINTO: UN PADRE CON UNO STIPENDIO REGOLARE VERSO L’ESDEBITAZIONE

Uno stipendio regolare non è bastato. Mario, lavoratore dipendente della provincia di Pescara, ha accumulato oltre 250mila euro di debiti dopo la separazione del 2016: le rate di prima, le spese legali, la casa, i figli, gli studi universitari di una figlia con disabilità. Poi il mantenimento venuto meno durante la pandemia e un cantiere del Superbonus 110% interrotto a metà. A settembre 2026 il Tribunale di Pescara ha aperto la liquidazione controllata: si fermano pignoramento e cessione del quinto. Il caso è stato seguito da Legge3.it.

LA DECISIONE DEL TRIBUNALE DI PESCARA

La decisione è arrivata a settembre 2026. Il Tribunale di Pescara ha dichiarato aperta la liquidazione controllata del patrimonio di Mario, la procedura prevista dalla legge sul sovraindebitamento: la Legge 3 del 2012, oggi confluita nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.

Per Mario significa una cosa precisa: non più debiti da inseguire uno per uno, ma un percorso regolato dal Tribunale. Le azioni esecutive sui beni compresi nella procedura si fermano e cessano le trattenute della cessione del quinto e del pignoramento in corso.

COSA CAMBIA PER MARIO

Il Tribunale ha stabilito che Mario conservi quanto necessario per il mantenimento suo e della famiglia. Ai creditori vanno i beni che rientrano nel patrimonio disponibile e soltanto la parte di reddito che può realmente sostenere.

Oltre 250mila euro di debiti non dovranno più essere affrontati con rate e finanziamenti che il suo stipendio non riesce a reggere. Al termine del percorso previsto dalla legge Mario potrà ottenere l’esdebitazione e liberarsi definitivamente dei debiti residui.

2016: LA SEPARAZIONE

Mario lavora da molti anni come dipendente, ha due figli e gli impegni normali di una famiglia. L’equilibrio si rompe con la crisi coniugale iniziata nel 2016. Dopo la separazione si ritrova a sostenere con il proprio reddito gran parte delle spese: i finanziamenti già in corso, la casa, le utenze, le imposte e soprattutto le necessità dei figli, ancora economicamente non autosufficienti.

Per farcela ricorre al credito: prestiti per le spese legali della separazione, altri per chiudere quelli precedenti e recuperare liquidità. Un meccanismo che consente di andare avanti, ma che fa crescere il peso delle rate.

LA PANDEMIA E LA FIGLIA ALL’UNIVERSITÀ

Durante la pandemia viene meno, per un lungo periodo, il contributo che avrebbe dovuto concorrere al mantenimento dei figli. Mario regge il nucleo familiare quasi da solo. Una delle figlie frequenta l’università ed è affetta da una disabilità riconosciuta: per evitarle continui spostamenti, Mario le paga anche un alloggio vicino all’ateneo, oltre ai costi degli studi.

IL CANTIERE DEL SUPERBONUS RIMASTO A METÀ

Poi la casa. Sull’abitazione di famiglia vengono avviati lavori legati al Superbonus 110%, ma il cantiere si interrompe. Restano infissi danneggiati, impianti da ripristinare, riscaldamento non completato, facciate e altre parti dell’immobile da sistemare. Mario deve trovare altre risorse per rendere la casa utilizzabile e sicura.

OGNI SOLUZIONE, UN NUOVO DEBITO

Negli anni prova più volte a riorganizzarsi: nuovi finanziamenti per chiudere i vecchi, mutui, altra liquidità per la famiglia e per i lavori. Ogni soluzione aggiunge un impegno a quelli esistenti. Finché, nonostante lo stipendio regolare, rate, spese familiari e nuovi prestiti diventano impossibili da sostenere. Il debito verso i creditori supera i 250mila euro. È a quel punto che Mario si rivolge a Legge3.it.

UN PROBLEMA CHE NON RIGUARDA SOLO CHI NON LAVORA

Il caso di Mario smentisce un luogo comune: il sovraindebitamento non colpisce solo chi perde il lavoro o chi spende male. Mario ha sempre lavorato. A schiacciarlo sono stati una separazione, i doveri verso i figli e una casa rimasta in un cantiere incompiuto: eventi che toccano molte famiglie, anche in Abruzzo.

LA DICHIARAZIONE DI GIANMARIO BERTOLLO, FONDATORE DI LEGGE3.IT

«Mario ha fatto quello che fa un padre: ha continuato a pagare tutto, le rate di prima, la casa, gli studi della figlia, anche quando il contributo al mantenimento è venuto meno e il cantiere del Superbonus si è fermato lasciandogli la casa da rimettere in piedi. Ogni nuovo prestito doveva essere la soluzione ed era invece un debito in più. A quel punto pagare non era più una questione di volontà, ma di aritmetica. La decisione del Tribunale di Pescara ferma pignoramento e cessione del quinto e gli lascia ciò che serve per vivere e mantenere la famiglia. La legge sul sovraindebitamento serve esattamente a questo, e in Abruzzo sono ancora troppe le persone che non sanno di poterla usare.»

LEGGE3.IT

Legge3.it, fondata nel 2016, è la prima realtà in Italia a garantire il risultato per contratto nelle procedure di sovraindebitamento. Il bilancio aggiornato è di 598 famiglie liberate da oltre 256.438.000 euro di debiti, con il 100% di successo nei tribunali italiani.

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