L’AI Act regola le macchine ma tace sul suo gap culturale
Buone notizie: dal 2 agosto le intelligenze artificiali europee sono diventate educatissime. Si dichiarano, si marcano, chiedono scusa se imitano una voce. Bruxelles ha fatto quello che sa fare meglio: il galateo.
Peccato che nessuno abbia pensato di chiedere alla macchina, prima, che libri avesse letto. Le abbiamo insegnato a usare il tovagliolo, ma non sappiamo cosa ha in testa — e il sospetto è che a tavola, culturalmente, sieda da una parte sola.
Perché il vero potere, tra vent’anni, non sarà avere il regolamento più educato: sarà possedere i server, i modelli e la biblioteca. Il resto — bollini di trasparenza compresi — è arredamento.
Approfondimento di Alessandro Maola su Nazione Futura:

