L’audiovisivo italiano ha bisogno di un’industria, non solo di una cultura

nicola de toma - ufficio stampa asa


A.S.A. propone l’istituzione di un’Agenzia Nazionale per l’Audiovisivo: uno strumento operativo per dare stabilità, competitività e futuro a un settore strategico e ai suoi lavoratori

C’è un momento in cui le politiche pubbliche devono fare un passo in avanti. Non perché ciò che è stato fatto finora non abbia funzionato, ma perché il contesto cambia, evolve, accelera. E oggi l’audiovisivo italiano è esattamente in quel punto: non è più soltanto un settore culturale da sostenere, ma una vera industria strategica da strutturare.

Negli ultimi anni il Ministero della Cultura ha avuto il merito di riportare attenzione e risorse su questo comparto, contribuendo a rafforzarlo e a renderlo più competitivo. È un percorso importante, che va riconosciuto e valorizzato. Ma proprio questa crescita rende oggi evidente la necessità di un ulteriore salto di qualità.

Come A.S.A. – Autonomo Sindacato Audiovisivi, organizzazione che da anni tutela i diritti dei lavoratori del cinema e della televisione – a partire da quanti operano lontano dai riflettori, tra le figure tecniche e i professionisti esterni – riteniamo che il tema non sia più “quanto investire”, ma come rendere questi investimenti realmente efficaci, stabili e capaci di generare sviluppo nel lungo periodo.

Per questo A.S.A. propone l’istituzione di un’Agenzia Nazionale per l’Audiovisivo: un soggetto autonomo, sotto l’indirizzo strategico del Ministero della Cultura, dotato di una governance tecnica, snella e orientata ai risultati. Non una sovrapposizione burocratica, ma un braccio operativo capace di tradurre gli indirizzi politici in azioni concrete e misurabili.

L’Agenzia avrebbe il compito di:

  • garantire tempi certi, trasparenza e continuità nell’applicazione degli strumenti economici, a partire dal tax credit;
  • accompagnare le imprese lungo tutta la filiera, sostenendo produzione, distribuzione ed esportazione dei contenuti;
  • rafforzare la capacità del sistema Italia di attrarre investimenti internazionali;
  • promuovere la formazione, la qualificazione e la certificazione delle professionalità del settore – priorità da sempre al centro dell’azione sindacale di A.S.A.;
  • valorizzare i territori in sinergia con le Film Commission, trasformandoli in poli produttivi competitivi;
  • creare un vero coordinamento industriale tra i diversi attori della filiera.

In questo modello, il Ministero della Cultura continuerebbe a svolgere pienamente il proprio ruolo di indirizzo, tutela e visione culturale. L’Agenzia ne rappresenterebbe il prolungamento operativo: uno strumento al servizio del settore, non un nuovo livello di burocrazia.

A.S.A. – Autonomo Sindacato Audiovisivi, guidata dal Segretario Generale Nicola De Toma, porta questa proposta con la credibilità di chi il settore lo conosce dall’interno. Il sindacato ha partecipato ad audizioni parlamentari, ha dialogato con il Ministero della Cultura e ha costruito una rete federativa che include oggi realtà come MUA Italia, l’Associazione dei truccatori italiani ed effetti speciali.

L’audiovisivo italiano ha tutte le potenzialità per essere protagonista a livello internazionale: per la qualità dei suoi contenuti, per il talento delle sue professionalità, per l’unicità dei suoi territori. Mancano ancora gli strumenti strutturali per competere ad armi pari.

Ora è il momento di costruirli. Insieme.

A.S.A. – Autonomo Sindacato Audiovisivi

Segretario Generale: Nicola De Toma

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