Un libraio di provincia vendeva in vetrina i titoli che i colleghi di città snobbavano — “troppo di destra”, dicevano. Lui non discuteva: contava gli scontrini a fine mese.
Nell’articolo racconto perché quella stessa contabilità, oggi, sta smontando pezzo per pezzo l’egemonia culturale progressista — con più cifre che polemiche, e qualche flop hollywoodiano da centinaia di milioni di dollari a fare da prova provata.

