SOVRAINDEBITAMENTO TORINO

gianmario bertollo - legge3.it

LA STORIA DI LUIGI, QUASI 98MILA EURO DI DEBITI DOPO ANNI DI LAVORO, DIFFICOLTÀ FAMILIARI E TENTATIVI DI RIMETTERSI IN PARI

IL TRIBUNALE DI TORINO APRE LA LIQUIDAZIONE CONTROLLATA DEL PATRIMONIO: CON CIRCA 400 EURO AL MESE PER TRE ANNI, RIDUZIONE DEL DEBITO DELL’85,3%

Operaio dal 1987, poi artigiano nel settore edile: la storia di un uomo della provincia di Torino che ha affrontato la perdita del padre, la malattia e la morte della madre, la crisi della propria attività e il Covid, provando sempre a pagare — accordi a saldo e stralcio, rateizzazioni, rottamazione quater — fino a quando il diniego del DURC non ha reso la situazione insostenibile. Oggi, grazie a Legge3.it, un percorso regolato dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza gli permette di lasciarsi alle spalle quasi 98mila euro di debiti.

La storia di Luigi comincia molto prima dei debiti.

UNA VITA DI LAVORO E DI RESPONSABILITÀ FAMILIARI

Luigi inizia a lavorare come operaio nel 1987. L’anno successivo perde il padre e si trova a sostenere economicamente la madre e la sorella più giovane. Quando, nel 1997, arriva la cassa integrazione, prova a costruirsi una nuova possibilità: riprende a studiare, acquisisce una nuova professionalità e nel 1999 apre una propria attività artigianale nel settore edile.

L’ATTIVITÀ IN PROPRIO E LE PRIME DIFFICOLTÀ

Per i primi anni Luigi riesce a mantenere i conti in ordine. Poi i costi dell’attività aumentano: è costretto a rinunciare al dipendente e a continuare a lavorare da solo. Nel frattempo perde alcune commesse e iniziano ad accumularsi arretrati fiscali e altre spese che il reddito non riesce più ad assorbire.

LA MALATTIA DELLA MADRE

A rendere tutto ancora più difficile arriva la grave malattia della madre. Nel 2017 la donna diventa non autosufficiente e Luigi deve dedicarle sempre più tempo, rinunciando anche ad alcune occasioni di lavoro per poterla assistere. Quando la madre viene a mancare, alle difficoltà già presenti si aggiungono le spese sostenute per le cure e quelle funerarie.

I TENTATIVI DI RIMETTERSI IN PARI

Eppure Luigi continua a cercare una soluzione. Riesce a chiudere alcuni debiti attraverso accordi a saldo e stralcio. Cambia abitazione per ridurre i costi. Chiede la rateizzazione delle cartelle fiscali. Successivamente aderisce anche alla rottamazione quater e comincia a pagare.

IL COVID E IL DINIEGO DEL DURC

Poi arriva il periodo del Covid e il lavoro subisce un altro forte rallentamento. Luigi riesce a portare avanti soltanto alcune commesse e la situazione economica diventa sempre più fragile. Continua comunque a provare a pagare, fino a quando le rate della rottamazione diventano troppo pesanti rispetto alle sue reali possibilità.

Il punto di rottura arriva con il diniego del DURC. Per un artigiano significa trovarsi davanti a un problema ancora più grande: proprio mentre servirebbe lavorare per recuperare terreno, diventa ancora più difficile continuare normalmente l’attività. Nel frattempo il debito complessivo è arrivato a quasi 98.000 euro.

UNA CRISI NATA DA EVENTI CONCRETI, NON DA SPESE VOLUTTUARIE

È importante anche capire come si è formato quel debito. Non siamo davanti a una persona che ha costruito la propria crisi attraverso spese voluttuarie o uno stile di vita fuori controllo. La sua storia è fatta di una successione di eventi concreti: la perdita del padre, la responsabilità economica verso la famiglia, la cassa integrazione, le difficoltà dell’attività, la perdita di commesse, la grave malattia della madre e il tempo sottratto al lavoro per assisterla, fino al periodo Covid.

Ed è soprattutto la storia di una persona che ha provato più volte a pagare: accordi, rateizzazioni, rottamazione. Tentativi che, a un certo punto, non sono più bastati.

LA SVOLTA CON LEGGE3.IT

Adesso però arriva una svolta grazie a Legge3.it. Luigi si rivolge all’azienda per una consulenza e, accertato il possesso di tutti i requisiti, riceve assistenza con la garanzia di arrivare a buon esito. Ed è così che è stato.

LA DECISIONE DEL TRIBUNALE DI TORINO

Il Tribunale di Torino dichiara l’apertura della liquidazione controllata del patrimonio di Luigi, la procedura prevista dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza per affrontare situazioni di sovraindebitamento come la sua.

Il giudice riconosce che Luigi deve poter conservare quanto necessario per vivere e continuare a produrre reddito. Stabilisce quindi che possa trattenere quanto necessario per sostenere tutte le spese utili a garantirsi una vita dignitosa, destinando alla procedura soltanto l’eccedenza del reddito.

La decisione cambia completamente la prospettiva: a Luigi non viene più chiesto di inseguire pagamenti incompatibili con quanto realmente guadagna, ma di contribuire nei limiti delle proprie possibilità economiche. Con circa 400 euro al mese per tre anni si libererà di 98mila euro di debiti, con una riduzione di circa l’85,3%.

Luigi torna così a vedere la luce in fondo al tunnel: è entrato in un percorso regolato dalla legge che gli permette di affrontare quella montagna di debiti senza essere costretto a sacrificare quanto gli serve per vivere. Dopo tre anni di procedura potrà ottenere l’esdebitazione e quindi la liberazione dai debiti residui.

IL PUNTO PIÙ FORTE DELLA STORIA

È questo il punto più forte della storia di Luigi: ha provato per anni a pagare tutto, anche quando farlo diventava sempre più difficile. Oggi la legge gli consente invece di affrontare il debito partendo da una regola molto più concreta: pagare ciò che è realmente sostenibile e costruire, attraverso la procedura, la possibilità di lasciarsi alle spalle il debito che non può pagare.

LA DICHIARAZIONE DI GIANMARIO BERTOLLO, FONDATORE DI LEGGE3.IT

«La storia di Luigi è quella di un uomo che non ha mai smesso di provarci. Perde il padre a vent’anni e si prende in carico la madre e la sorella più piccola. Si rimette in gioco con la cassa integrazione, studia, si costruisce un mestiere e apre un’attività artigianale nell’edilizia, che per anni manda avanti da solo pur di non chiuderla. Quando arrivano le difficoltà, non si tira indietro: accordi a saldo e stralcio, rateizzazioni, rottamazione quater. Paga finché riesce a pagare. Poi arriva il diniego del DURC, che per un artigiano è il colpo più duro: proprio quando servirebbe lavorare di più, diventa impossibile lavorare come prima. Quasi 98mila euro sembravano un muro invalicabile. Oggi, con una quota sostenibile messa a disposizione per tre anni, Luigi può ricominciare senza dover scegliere tra pagare i creditori e vivere con dignità. È questo il senso della legge sul sovraindebitamento: non cancellare le responsabilità, ma renderle finalmente sostenibili.»

LEGGE3.IT

Legge3.it, fondata nel 2016, è la prima realtà in Italia a garantire il risultato per contratto nelle procedure di sovraindebitamento. Il bilancio aggiornato è di 587 famiglie liberate da oltre 253.598.000 euro di debiti, con il 100% di successo nei tribunali italiani.