Ho scritto su Nazione Futura del lancio di “Visit Lazio”, il 3 giugno alla Stazione Termini. Non un semplice brand turistico, ma — a mio avviso — un atto di volontà politica travestito da operazione di marketing.
Il claim “C’è tutto un Lazio intorno” rovescia decenni di pigrizia narrativa: il territorio smette di essere periferia di Roma e rivendica pari dignità narrativa. Quattordici stazioni, 578 schermi digitali, 2,7 milioni di persone al giorno intercettate nel luogo stesso del transito.
Ma dietro il lancio c’è una macchina amministrativa che produce scelte concrete: 2,4 milioni di euro del bando “Lazio Digital” per i Comuni, e una riforma della governance dei Cammini regionali con un Soggetto Gestore unico.
Nel mio editoriale ho dedicato una parte proprio ai Cammini — Via Francigena, San Benedetto, San Francesco — che non sono semplice turismo, ma liturgie del passo: geografia dell’anima prima ancora che geografia del territorio.
Il vero banco di prova sarà trasformare l’annuncio in flusso reale, gli schermi di Termini in presenze nei borghi.
Ecco l’articolo completo:

